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In Italia aumentano sempre di più le start up

500 startup in più in soli tre mesi: questo è uno dei dati riportati dal sedicesimo report del Mise sui trend demografici e le performance economiche delle start up.

Sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico è online la sedicesima edizione del rapporto trimestrale sui trend demografici e le performance economiche delle start up innovative italiane, aggiornato al secondo trimestre. Il report è stato realizzato congiuntamente da Mise (DG per la Politica Industriale) e InfoCamere, con la collaborazione di Unioncamere.

Rispetto al report del trimestre precedente si sono evidenziate circa 500 startup innovative in più. L’art. 25, comma 2, del Decreto-legge n. 179/2012, definisce startup innovativa una “società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione, che possiede i seguenti requisiti:”

  • Deve essere di nuova costituzione o costituita da meno di 5 anni
  • La sede principale deve essere in Italia; o in un altro Paese membro dell’UE o aderente allo Spazio Economico Europeo, purché abbia una sede produttiva o una filiale in Italia
  • Il valore annuo della produzione deve essere inferiore a 5 milioni di euro
  • Non deve distribuire e non deve aver distribuito utili
  • Deve avere come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico
  • Non deve essere costituita da fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda
  • Deve possedere almeno uno dei tre seguenti indicatori di innovatività:
    • una quota pari al 15% del valore maggiore tra fatturato e costi annui è ascrivibile ad attività di R&S;
    • la forza lavoro complessiva è costituita per almeno 1/3 da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori, oppure per almeno 2/3 da soci o collaboratori a qualsiasi titolo in possesso di laurea magistrale;
    • l’impresa è titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto registrato (privativa industriale) oppure titolare di programma per elaboratore originario registrato

L’universo delle start up in Italia è in continuo aumento, lo evidenzia già il report precedente: la quindicesima edizione, aggiornata al 31 marzo 2018, ha quantificato 48.965 soci e lavoratori subordinati operanti nel settore delle startup. I dati in merito a metà 2018 non sono ancora disponibili, ma sicuramente verranno superate le 50.000 unità.

La sedicesima edizione del report riporta Trieste come la provincia italiana col più alto rapporto tra startup innovative e nuove società di capitali (il 7% sono startup), viene seguita da Trento (6.9%) e Milano con 1.598 startup innovative (il 5% delle nuove società registrate in provincia negli ultimi 5 anni). Gli ultimi posti sono occupati da Crotone e La Spezia (0.5%). La regione Lombardia con 2.286 startup innovative, registrate a metà 2018, raggiunge il 24.3% del totale nazionale.

Un altro dato che emerge dal report riguarda l’età del personale in organico: quasi una start up su due (44,8%) ha degli under 35 in organico, le altre neo-imprese si fermano al 35,2%.

I settori tecnologicamente orientati sono quelli in cui le start up innovative hanno maggiore rilievo: il 66.1% delle neo-imprese nel settore della ricerca e sviluppo è composto da startup; in quello dello sviluppo di software la percentuale è del 32.9%.