spoil system

Amministrazioni pubbliche, in cosa consiste lo spoil system?

Lo spoil system (traduzione letterale dall’inglese: sistema del bottino) è la pratica politica, affermatasi negli Stati Uniti d’America tra il 1820 e il 1865, per cui i vertici della pubblica amministrazione vengono sostituiti al momento dell’insediamento di un nuovo governo. Il meccanismo, dunque, rivela un’intensa relazione tra potere politico e dirigenza amministrativa, dal momento che – grazie allo spoils system – l’esecutivo in carica ha facoltà di affidare la guida della macchina amministrativa a dirigenti “di fiducia” in grado di sostenerlo nel raggiungimento degli obiettivi prefissati.  Quanto detto spiega perché sullo spoils system aleggi il sospetto del clientelismo: le forze politiche al governo, infatti, spesso distribuiscono a propri affiliati e simpatizzanti le varie cariche istituzionali o la titolarità di uffici pubblici e posizioni di potere, come incentivo a lavorare per il partito o l’organizzazione politica e in modo da garantire gli interessi di chi li ha investiti dell’incarico.

Ecco perché si è soliti contrapporre a tale meccanismo il merit system (letteralmente: “sistema del merito“), in base al quale la titolarità degli uffici pubblici viene assegnata a seguito di una valutazione oggettiva della capacità di svolgere le relative funzioni, senza tenere conto dell’affiliazione politica dei candidati agli uffici. Un tipico esempio attraverso il quale si realizza il merit system è un concorso pubblico.

 

A partire dagli anni Novanta, con l’affermarsi dei sistemi elettorali maggioritari, l’espressione spoils system si è diffusa anche in Italia per indicare il potere degli organi politici di scegliere le figure di vertice dell’amministrazione come, ad esempio, i segretari generali, i capi di dipartimento, i segretari comunali. Attualmente, lo spoils system all’italiana è disciplinato dalle L. 145/2002 e L. 24 286/2006 (di conversione del decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262), che prevede la cessazione automatica degli incarichi di alta e media dirigenza nella pubblica amministrazione passati 90 giorni dalla fiducia al nuovo esecutivo (cioè la nomina di un nuovo governo). Un sistema simile opera nella nomina degli alti e medi dirigenti di enti e/o società controllate dal pubblico.

 

Data l’opacità del meccanismo, la Corte Costituzionale si è pronunciata in più occasioni sulla legittimità dello spoils system.

In particolare, nella nota sentenza 233/2006, la Consulta ha confermato la validità dello spoil system, sostenendo come la necessità del buon andamento della pubblica amministrazione sia prioritario rispetto al principio di imparzialità – il quale in teoria osterebbe alla nomina di vertici amministrativi “parziali” verso l’esecutivo.  La Corte ha però aggiunto come tale sistema non possa infrangere lo spazio riservato all’indipendenza della pubblica amministrazione (generalmente, quello legato all’attività della stessa), limitando quindi lo spoil system solo alle posizioni apicali ed escludendo la media dirigenza ed i vertici delle società pubbliche.

Tuttavia, il Giudice delle Leggi ha anche statuito che il sistema non può concretizzarsi in una precarietà inaccettabile della dirigenza e, pertanto, con la sentenza 103/2007, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 7, della L. 145/2002, nella parte in cui prevede che gli incarichi dirigenziali interni cessino automaticamente al di fuori delle ipotesi di una accertata responsabilità dirigenziale in presenza di determinati presupposti ed all’esito di un procedimento di garanzia puntualmente disciplinata. Il principio testé enunciato è stato ribadito anche nella sentenza 161/2008, con la quale la Corte ha riaffermato che il meccanismo di spoil system automatico non superi il vaglio di legittimità degli artt. 97 e 98 della Costituzione e leda il principio di buona amministrazione sotto il profilo della continuità dell’azione amministrativa: la cessazione automatica di un incarico può comportare la disfunzione dell’apparato amministrativo.

Da ultimo, con la sentenza 23/2019, la Consulta ha invece dichiarato la legittimità costituzionale dello spoil system previsto per i segretari comunali, giustificandola in ragione della particolare disciplina che regolamenta tale figura e delle molteplici e variegate funzioni alla stessa attribuite, che rendono la previsione di tale meccanismo un “un non irragionevole punto di equilibrio tra le ragioni dell’autonomia degli enti locali, da una parte, e le esigenze di un controllo indipendente sulla loro attività, dall’altro