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Fatturazione elettronica: cosa cambia dal 1° luglio

Dal 1° di luglio la fatturazione elettronica è in vigore a pieno regime e senza deroghe. Terminato il periodo transitorio, infatti, i ritardi o gli errori nell’emissione comporteranno specifiche sanzioni.

Settore Costruzioni: a febbraio un tavolo unificato per arginare la crisi

Fissato per l’inizio di febbraio un tavolo con sindacati e associazioni per confrontare le proposte sul settore edile.

Concorso “Imprese di Valore” : opportunità per le PMI Lombarde

La Regione Lombardia e la Unioncamere Lombardia hanno indetto il concorso denominato “Imprese di valore”, al fine di assegnare un riconoscimento alle imprese lombarde che costituiscono modelli di successo per la capacità di lavorare in una dimensione che continua a muovere la produttività e l’economia, di crescere e rinnovarsi in uno scenario sempre più competitivo, di generare attrattività e di dare un certo valore pubblico alla propria funzione. 

Gli obiettivi del premio sono quelli di valorizzare le buone pratiche che hanno concretamente consentito alle imprese di compiere un significativo progresso o di meglio posizionarsi sul mercato di riferimento rispetto ai concorrenti e attivare meccanismi virtuosi di propagazione delle buone prassi aziendali in grado di stimolare innovazione, competitività diffusa e creazione di nuove progettualità sul territorio.

Il premio diviso in cinque categorie (innovazione, comunicazione, prodotto, continuità generazionale e impegno sociale) vede l’assegnazione di contributi in denaro a partire da 5 mila euro fino ad un massimo di 15 mila euro.

Potranno partecipare al concorso le imprese costituite, attive ed iscritte al Registro Imprese di una delle Camere di Commercio della Lombardia che hanno una sede operativa nella regione e sono in regola con il DURC.

Per la sola categoria “Continuità Generazionale” le imprese devono dimostrare di essere state attive per un periodo non inferiore ai 70 anni.

Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 12 del 7 giugno 2017 e fino alle ore 12 del 5 settembre 2017.

Allarme sicurezza: le aziende italiane non sono in regola

Il quadro delineato dall’Inail e dall’Inps riguardo l’applicazione delle norme di sicurezza da parte delle aziende italiane è disarmante. Nel corso del 2016 le ispezioni effettuate dai due istituti hanno messo in evidenza che ben il 60% delle imprese analizzate non sono in regola con il rispetto della vigente legislazione in materia di sicurezza. Una percentuale altissima e non in linea con la media europea.

Al di là dei numeri, emerge una situazione di pericolo per lavoratori e aziende che deve essere affrontata con determinazione e competenza. La prevenzione del rischio in azienda implica, infatti, la partecipazione da parte del titolare e dei dipendenti agli adempimenti e alle misure di prevenzione per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Dunque la prima figura che deve garantire la sicurezza in azienda è il datore di lavoro. Qualora qualcosa vada storto le responsabilità cadrebbero inevitabilmente su di esso.

Il datore di lavoro ha dunque l’obbligo di prevenire ogni incidente e garantire la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro. Il D.Lgs. 81/2008, rinnovato dal D.Lgs. 106/2009, prevede in quest’obbligo la formazione dei lavoratori in materia di sicurezza. I dipendenti devono, infatti, apprendere le regole e le metodologie che fanno parte del sistema prevenzionistico.

Dare la possibilità ai lavoratori di seguire corsi in materia di sicurezza sicuramente può contribuire a ridurre comportamenti ed atteggiamenti sbagliati che in caso di incidente si ripercuoterrebbero inevitabilmente sull’azienda.

Fallimento: cambiano le regole

È stato approvato alla Camera dei Deputati in data 1 febbraio 2017 il ddl di riforma del diritto fallimentare voluto dal ministro della giustizia Andrea Orlando. Attendendo il passaggio al Senato che secondo il Governo avverrà a breve, possiamo analizzare quella che risulterà essere una piccola rivoluzione nel settore del diritto fallimentare.

La riforma propone una serie di novità importanti in una normativa che risale al 1942 ed era oggettivamente molto datata e non in linea con gli attuali scenari del diritto commerciale. In sintesi si è voluto introdurre un principio fondamentale che è quello di anticipare il fallimento e cercare di scongiurarlo. Secondo quanto previsto dal ddl, infatti, si anticipano le procedure di allerta, si cerca di prevenire il fallimento quando è ancora possibile e si rimedia ad alcune lacune che riguardavano i gruppi di impresa.

A livello professionale, la novità senz’altro più interessante è l’intenzione di professionalizzare chi segue le anziende in difficoltà. Il ddl, infatti, prevede che presso le Camere di Commercio venga istituito un “servizio di composizione assistita della crisi” che avrà il compito di allertare in una fase preventiva al default. L’istituzione di questo nuvo servizio si basa sul fatto che circa l’87% delle imprese fallite presentavano problemi di insolvenza almeno tre anni prima, quindi c’erà tutto il tempo di prevenire la crisi.

Nell’ambito della procedura il ddl prevede un concordato che dia garanzia di continuità anziendale, di mantenimento dei livelli occupazionali dell’impresa e un’adeguata soddisfazione dei creditori. Il concordato liquidatorio sarà consentito solo nel caso in cui sia rispettata la soglia del 20% di soddisfazione dei crediti chirografari. Per quanto riguarda, invece, i gruppi di impresa, è prevista la possibilità di trattare la crisi e l’insolvenza delle imprese plurime di uno stesso gruppo individuando un unico tribunale ed un’unica procedura.