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La segnaletica di sicurezza sui luoghi di lavoro

Gli ISA -indici sintetici di affidabilità- saranno validi già per la dichiarazione dei redditi relativa al 2018

Pubblicato il sedicesimo elenco dei soggetti abilitati alle verifiche periodiche

Il 16 gennaio il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il Decreto direttoriale n. 3, ha pubblicato il sedicesimo elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro, ai sensi dell’articolo 71, comma 11, del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. Questo nuovo elenco va a sostituire il quindicesimo che era stato allegato al decreto direttoriale il 1 dicembre 2017.
Nel decreto si trova l’elenco aggiornato delle 97 società abilitate, in ordine alfabetico, con l’indicazione della scadenza dell’abilitazione e le regioni dove è riconosciuta.

La figura del RSPP

Chi è?

L’acronimo RSPP indica un Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, una figura obbligatoria all’interno delle aziende, regolamentata dal D.Lgs. 81/2008 frutto della ricezione in Italia delle Direttive Europee in merito al miglioramento delle condizioni di sicurezza e salute del lavoratori.
Questa figura, nominata dal datore di lavoro, deve possedere capacità e requisiti adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro, si occupa infatti di mettere in campo tutte le procedure atte a proteggere il lavoratore, analizzando, e quindi prevedendo, il verificarsi di condizioni pericolose per la sua sicurezza.

In alcune aziende, a seconda delle dimensioni o della tipologia, il RSPP può essere affiancato da altri soggetti, gli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP), e anche queste figure professionali devono avere delle caratteristiche tecniche specifiche per poter svolgere questo ruolo e aiutare il responsabile nel coordinamento del servizio di prevenzione e protezione dei rischi.

 

Caratteristiche e Responsabilità:

Una delle caratteristiche di maggior rilievo del RSPP è quella di essere un soggetto che esercita una funzione consultiva e propositiva. In particolare:
• secondo il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, il RSPP ha il compito di gestire “l’insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori”
rileva i fattori di rischio, determina nello specifico i rischi presenti ed elabora un piano contenete le misure di sicurezza da applicare per la tutela dei lavoratori;
presenta i piani formativi ed informativi per l’addestramento del personale;
collabora con il datore di lavoro nella elaborazione dei dati riguardanti la descrizione degli impianti, i rischi presenti negli ambienti di lavoro, la presenza delle misure preventive e protettive e le relazioni provenienti dal medico competente, allo scopo di effettuare la valutazione dei rischi aziendali.

Egli è responsabile del reato di evento se l’infortunio si verifica a causa della consulenza effettuata in maniera errata.

 

Chi può esercitare la funzione di RSPP

La funzione di RSPP può essere esercitata anche dal datore di lavoro se si tratta di aziende:
• artigiane o industriali, con un massimo di 30 lavoratori;
• agricole o zootecniche, che occupano fino a 10 dipendenti;
• ittiche, con un limite di 20 lavoratori;
• altri settori, fino a 200 dipendenti.

In queste ipotesi, il datore di lavoro può esercitare il ruolo di RSPP solo dopo aver frequentato uno specifico corso di formazione di 16-48 ore, riguardante la sicurezza sui luoghi di lavoro e con l’impegno di aggiornamento periodico.
Il datore di lavoro, inoltre, dopo averne constatato il possesso di specifiche capacità e requisiti professionali, può nominare come Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione anche un dipendente della sua azienda. È consentita l’attribuzione dell’incarico ad una persona esterna all’azienda, anche in questo caso previo accertamento delle competenze tecniche e professionali richieste dalla legge sulla tutela della sicurezza.

Il RSPP deve aver frequentato dei corsi di formazione funzionali al ruolo da svolgere e deve essere in possesso di un attestato che dimostri di aver acquisito una specifica preparazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi.

 

Quanti RSPP può avere un’Azienda?

Un Datore di Lavoro può procedere alla nomina di un solo RSPP, infatti per legge deve affiancarsi uno e un solo Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione al fine di rendere efficace ed effettiva la politica aziendale di sicurezza e igiene del lavoro, che deve essere unica. Nel Decreto legislativo 81/2008 esiste un chiaro vincolo legale che afferma che:
• A un Datore di Lavoro corrisponde un RSPP, quindi un solo RSPP per ogni Datore di Lavoro;
• Non è consentito, ad un Datore di Lavoro, procedere alla nomina di più RSPP;
• Il Datore di Lavoro potrà ovviamente integrare il servizio di prevenzione e protezione, costituito inderogabilmente da un unico RSPP, nominando uno o più ASPP, Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione.

 

Requisiti e Formazione

Secondo l’art. 32 del Testo Unico, le capacità e requisiti professionali: “[…] Devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative.” Ogni RSPP deve essere formato in base alla tipologia dell’azienda, perché i rischi cambiano in base al tipo di lavoro che si svolge.
Inoltre bisogna possedere il diploma di istruzione secondaria superiore oppure dimostrare di aver svolto le mansioni di RSPP almeno da sei mesi alla data del 13 agosto 2003

La formazione avviene tramite i Corsi Abilitanti, comunemente detti Modulo A, B e C:
• Modulo A o corso base: propedeutico agli altri, di 28 ore
• Modulo B o corso di specializzazione: non è propedeutico al modulo C e serve per scegliere e formarsi in un determinato settore. Il monte ore previsto, indipendentemente dalla area tematica di specializzazione, e dunque comune per tutte, è di 48 ore. Vi sono tuttavia alcuni settori che necessitano di formazione aggiuntiva: Agricoltura e Pesca (12 ore) ; Cave e Costruzioni (16 ore) ; Sanità residenziale (12 ore); Chimico e Petrolchimico (16 ore)
• Modulo C o corso di specializzazione: di 24 ore e riguarda i rischi psicosociali, di natura ergonomica, da organizzazione del lavoro, da turnazione e derivanti da stress lavoro-correlato.

 

Obbligo di aggiornamento

Chiunque assuma la funzione di RSPP, che sia il datore di lavoro, una figura interna o esterna, ha l’obbligo dell’aggiornamento periodico.
L’accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016, stabilisce che il Responsabile del Servizio Protezione e Prevenzione debba obbligatoriamente provvedere ad aggiornarsi tramite corsi formativi specifici, per un totale di 40 ore minime in 5 anni.

 

Sanzioni in caso di mancata nomina del RSPP

Ammenda da € 2.500 a € 6.400 o arresto 3-6 mesi; Art. 55 c.1

 

Sanzioni in caso di mancata formazione o aggiornamento del RSPP

Le sanzioni al datore di lavoro con l’incarico di RSPP, che non adempie all’obbligo di formazione per il ruolo che ricopre sono: l’arresto da 3 a 6 mesi o l’ammenda da 2500 € a 6400 €. L’arresto nelle aziende a rischio rilevante o con esposizione a rischi biologici (Gr. 3 o 4), ATEX, cancerogeni o mutageni, amianto, cantieri >200 u/g e con presenza di più imprese, miniere e ricovero e cura con più di 50 lavoratori va da 4 a 8 mesi.

Giornata Nazionale dell’ingegneria della Sicurezza

 

Giornata Nazionale dell’ingegneria della Sicurezza

Venerdì 20 ottobre a Roma avrà luogo la quinta edizione dell’evento organizzato dal Consiglio Nazionale Ingegneri.

 

Tanti sono gli interrogativi su cui si porrà l’attenzione alla Giornata Nazionale dell’ingegneria della Sicurezza organizzata dal CNI con la sponsorship di Beta Imprese e Beta Formazione, giunta quest’anno alla sua 5° edizione. L’appuntamento è per venerdì 20 ottobre a Roma, e sarà un’importante occasione per parlare del ruolo degli ingegneri nel campo della sicurezza e della riduzione dei rischi.


L’evento si svilupperà secondo un format ormai consolidato, che prevede due diversi momenti: durante la mattinata, infatti, esperti e professionisti della sicurezza rilasceranno le loro dichiarazioni in merito ad alcuni temi molto dibattuti. In primis, la necessità di qualificare il RSPP attraverso l’adozione di un capitolato prestazionale, nonché la definizione del ruolo degli ingegneri negli organismi di vigilanza e la responsabilità e l’etica dei professionisti. Nel pomeriggio ci si aprirà invece al dialogo, con la presenza dei più importanti rappresentanti della filiera della sicurezza, chiamati a dare il loro autorevole contributo nella tavola rotonda “La sicurezza nei luoghi di lavoro: sinergia e condivisione”. A coordinare l’incontro, ci sarà la giornalista RAI Maria Concetta Mattei.


I lavori saranno inoltre aperti dai saluti di Armando Zambrano (Presidente CNI), Massimo De Felice (Presidente INAIL) e Gioacchino Giorni (Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco). La relazione di apertura è affidata a Gaetano Fede (Consigliere CNI, Responsabile Area Sicurezza).

Allarme sicurezza: le aziende italiane non sono in regola

Il quadro delineato dall’Inail e dall’Inps riguardo l’applicazione delle norme di sicurezza da parte delle aziende italiane è disarmante. Nel corso del 2016 le ispezioni effettuate dai due istituti hanno messo in evidenza che ben il 60% delle imprese analizzate non sono in regola con il rispetto della vigente legislazione in materia di sicurezza. Una percentuale altissima e non in linea con la media europea.

Al di là dei numeri, emerge una situazione di pericolo per lavoratori e aziende che deve essere affrontata con determinazione e competenza. La prevenzione del rischio in azienda implica, infatti, la partecipazione da parte del titolare e dei dipendenti agli adempimenti e alle misure di prevenzione per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Dunque la prima figura che deve garantire la sicurezza in azienda è il datore di lavoro. Qualora qualcosa vada storto le responsabilità cadrebbero inevitabilmente su di esso.

Il datore di lavoro ha dunque l’obbligo di prevenire ogni incidente e garantire la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro. Il D.Lgs. 81/2008, rinnovato dal D.Lgs. 106/2009, prevede in quest’obbligo la formazione dei lavoratori in materia di sicurezza. I dipendenti devono, infatti, apprendere le regole e le metodologie che fanno parte del sistema prevenzionistico.

Dare la possibilità ai lavoratori di seguire corsi in materia di sicurezza sicuramente può contribuire a ridurre comportamenti ed atteggiamenti sbagliati che in caso di incidente si ripercuoterrebbero inevitabilmente sull’azienda.